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02 luglio, 2012

La risposta di FIGF alla FIGeST


Bisogna parlare, perché non è lecito tacere:
l'articolo pubblicato dalla "Tribuna di Treviso" ha provocato una replica da parte della FIGeST
vedi http://www.figest.it/?page_id=2669

L'articolo contiene abbastanza inesattezze ed errori (a partire dal titolo), ma il succo è chiaramente comprensibile (e noto) ai giocatori di freccette. La replica della FIGeST invece la troviamo sconcertante, per i motivi che andiamo a spiegare. Diciamo che in tutta la lettera si respira un'aria da spot, da imbonimento stile luna park o concessionario di auto usate, ma va bene, ci può anche stare.

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Frase per frase, allora:

>> Ad ogni Specialità fanno capo le Società che praticano lo sport di propria competenza con i propri Statuti e Consigli di società: nella fattispecie delle Freccette, avendo le stesse due modi di giocare, ci sono due regolamenti di gioco.

Due modi di giocare? A noi risulta che SportAccord ne abbia regolamentato uno solo, quello a punte di ferro.La FIGeST fa parte del CONI, il CONI deve riconoscere e abbracciare ciò che sancisce SportAccord, quindi da dove arriva questo entusiasmo per un modo di giocare a freccette che non è contemplato come sport? Come si permette la FIGeST di dire, in cruda sostanza, che le freccette a punta di plastica sono uno sport quando SportAccord non lo dice? Su questo ci aspettiamo una decisa presa di posizione del CONI, sia chiaro.

>> Nel caso specifico delle Freccette, la specialità in oggetto è presente nello Statuto della Figest già da 8 anni con alcune società affiliate anche se, l'attività vera e propria a livello di Campionati è iniziata nel 2008, anno in cui alla nostra Federazione sono pervenute ulteriori domande di affiliazione di ASD praticanti la specialità "Freccette Tradizionali.

E prima del 2008? Chi andava in giro per il mondo a rappresentare lo sport delle freccette, a sventolare la bandiera italiana, e a chiamarsi "nazionale italiana"? Dove era la FIGeST?
Quel "già da 8 anni" è una chicca.... otto anni contro ventotto, da quando cioè la FIGF, anch'essa coi soli contributi delle tessere, diffonde, promuove e rappresenta lo sport delle freccette in Italia.
E dal 2004 al 2008 la FIGeST non ha avuto sentore che forse qualcun altro giocava e organizzava le freccette in Italia? E' possibile? Non lo crediamo.

>> Non ci interessano polemiche relative a "primogeniture" o problematiche inerenti a giochi "compresi e non" nelle attività che svolgiamo e che hanno un grande impatto sociale, ludico e relazionale.

Quel primogeniture tra virgolette è chiaramente dispregiativo e offensivo: come se le pretese di FIGF fossero campate solo sul suo essere arrivata prima, e non sul fatto concreto che FIGF è l'unico organismo italiano riconosciuto da WDF e quindi da SportAccord.
A proposito: in una lettera del 3/5/2012 FIGeST affermava che erano in corso contatti per definire la loro posizione a livello europeo o mondiale. La domanda è: CON CHI? Non certo con WDF e SportAccord, dunque con un organismo che non verifica l'uguaglianza freccette=sport. Se FIGeST vuole aderire a qualche organismo che non ha titolo per gestire lo sport delle freccette, non può ammantarsi di un bel nulla.
Noi, come appartenenti alla WDF, dobbiamo seguire e far rispettare la seguente regola (WDF Bye-laws):

2.03 Participation with other 'World' Darts Bodies
Members of the World Darts Federation are cautioned about having any dealings with any Organisations claiming to be a 'World Darts' organisation, or claiming to be the controlling authority for darts throughout the World. Such dealings could seriously jeopardise their membership status' within the World Darts Federation.

E ciò chiude il discorso inerente la nostra possibilità di aderire alla FIGeST: FIGF non può confluire in un organismo che non riconosce la World Darts Federation.

>> Ci finanziamo le gare con le quote delle tessere e con il contributo d'iscrizione da parte di ciascun giocatore partecipante alle varie competizioni. Il contributo Coni viene utilizzato per la gestione della Segreteria e per la Promozione Giovanile ed Internazionale (Alto livello).

Anche FIGF lo fa, e va avanti senza nessun contributo CONI, che pure avrebbe pieno titolo di avere. Inoltre, se FIGeST spende questo contributo CONI per la promozione internazionale, vorremmo sperare che in questa promozione non rientri il mandare delle persone a gare di un circuito professionistico che si colloca al di fuori della giurisdizione WDF. Ci aspettiamo una chiarificazione da parte di FIGeST e CONI, onde fugare ogni ombra in merito.

>> questa è la dimostrazione che da parte del Coni c'è stata tanta attenzione per trovare una soluzione alla "questione Freccette" e la Figest ha dato sempre piena disponibilità in linea con il Coni stesso.

Ma certo, la soluzione proposta dal CONI era: dimenticate il passato, unitevi con l'elettronico, confluite in FIGeST. I primi due punti FIGF li poteva anche ingoiare, ma il terzo, come impostoci dall'appartenenza a WDF e SportAccord, no.

>> Nel 2012 abbiamo esaminato la richiesta di affiliazione alla Federazione di società aderenti alla Fidart, praticanti la specialità delle "Freccette Elettroniche", considerando la stessa come l'evoluzione del gioco Freccette Tradizionali.

Ci sarebbe da ridere per settimane: FIGeST che si sostituisce a SportAccord e asserisce che il soft-dart è un'evoluzione naturale del gioco delle freccette. Ma avete mai giocato a freccette, signori miei? E riguardo al soft-dart avete mai fatto un due parole con l'Agenzia delle Entrate, chiedendo loro come debba essere considerato tale gioco?

>> Constatata, come già avvenuto in precedenza con altre società, la correttezza degli statuti delle società Fidart, abbiamo proceduto alla loro affiliazione in quanto, molte, oltre all'elettronico praticano anche il tradizionale.

Ma siete al corrente dei divieti che FIDART fa ai propri tesserati riguardo al tradizionale, e alla politica di netta separazione tra elettronico e tradizionale nell'ambito dei locali di gioco? Separazione non certo per salvaguardare una diversità, ma per disincentivare il giocatore verso le freccette tradizionali. Basta leggere le loro Circolari, sapete. Basta aver voglia di ascoltare. E leggere le lettere di tesserati FIGF che chiedono di avere la loro tessera revocata, altrimenti non possono più giocare per la FIDART. FIGeST le sa queste cose?

>> Pertanto, non riesco a capire quale sia l'impedimento o la negazione – come tale si vuol far passare – per l'ingresso delle Società che attualmente aderiscono alla Figf.

Forse non è chiaro che non vogliamo sapere come aderire alla FIGeST o se ne abbiamo le qualità: è un iter burocratico che non ci interessa.
Piuttosto, Presidente Berti, perché non racconta a tutti ciò che è stato detto nella riunione del 27/9/2011 al CONI di Roma (partecipanti solo CONI, FIGeST e FIGF)? Di questa riunione non è rimasta traccia, non esiste verbale e nessuno si sbottona in merito.
Perché non aiuta a fare luce su questo tassello mancante della vicenda?

Il Consiglio Federale F.I.G.F.

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